L'allenatore della Juventus Luciano Spalletti ha confessato questa settimana che il club ha commesso un 'errore' con un acquisto estivo, puntando il dito sul minutaggio limitato di Lois Openda. Eppure, questa schiettezza è arrivata in uno spogliatoio già alle prese con una domenica complicata: Jonathan David, l'attaccante della Juventus, è stato sostituito nella ripresa di un pareggio 1-1 contro l'ormai retrocessa Hellas Verona e ha dovuto incassare i fischi dell'Allianz Stadium al momento dell'uscita.
Il momento non è casuale. I bianconeri occupano il quarto posto in Serie A con 65 punti dopo 35 gare, e con sole tre partite al termine, devono blindare l'accesso alla Champions League. David ha messo a referto sei reti e quattro assist in 33 presenze nel torneo, statistiche che denotano un contributo solido ma non decisivo per un bomber atteso come perno dell'attacco di Spalletti. La sua media voto di 6,40 racconta una storia analoga: affidabile a tratti, utile in certe fasi, ma lontano dal profilo che i torinesi auspicavano.
A complicare il quadro c'è l'instabilità più ampia del gruppo. Spalletti ha avvertito pubblicamente che la Juventus 'rischia di essere 11 grandi giocatori e non una squadra vera', una diagnosi che diffonde le responsabilità oltre un singolo elemento, ma sottolinea come il collettivo non abbia ancora trovato la coesione per valorizzare i movimenti e le posizioni di David. I numeri di un centravanti dipendono in parte dal servizio che riceve, e un tecnico che individua una disconnessione tattica sta in fondo spiegando perché il suo uomo d'area abbia segnato solo sei volte in 33 apparizioni.
Non va dimenticata la questione di mercato. Spalletti ha ammesso la necessità di 'qualità ' negli spazi ristretti, un'affermazione emersa in mezzo a voci su rinforzi. Si parla, ad esempio, di uno scambio che coinvolge Teun Koopmeiners, legato alla Roma, la rivale diretta per il terzo gradino. Niente è ancora ufficiale, ma la direzione è chiara: il club sta già delineando una rivoluzione estiva, e questo pone interrogativi sul ruolo di David in quel contesto.
A 26 anni, il canadese è all'età in cui una carriera dovrebbe accelerare, non stagnare. La sua valutazione AI, ferma a 70 su un potenziale di 78, indica un margine di crescita, ma il divario tra rendimento attuale e prospettive è proprio ciò che rende questo periodo cruciale. Con tre gare rimaste, i bianconeri hanno fame di punti; David, di gol. Queste esigenze coincidono, e le prossime due settimane decideranno se questa stagione verrà archiviata come un adattamento complicato o l'inizio di un progetto mai decollato del tutto.