L'Inter ha travolto il Parma per 3-0 allo Stadio Giuseppe Meazza sabato, con una partita che, di fatto, si è chiusa prima della mezz'ora. Tre reti in un'ondata di diciotto minuti hanno lasciato la formazione di Alberto Gilardino senza nulla da inseguire e senza alcun meccanismo per farlo.
Il gol che ha sbloccato il match è arrivato al 13° minuto, quando il centrocampista dell'Inter Petar Sučić ha trovato la rete per portare in vantaggio la formazione di Cristian Chivu. Due minuti dopo, una revisione al VAR ha confermato un calcio di rigore per i nerazzurri, e Hakan Çalhanoğlu lo ha trasformato con freddezza al 18° minuto, firmando il 2-0. La terza marcatura è giunta al 31° minuto: il centravanti dell'Inter Marcus Thuram ha finalizzato un'azione assistita da Henrikh Mkhitaryan. Tre reti, un penalty, diciotto minuti di calcio: l'andamento del pomeriggio era già definito prima che il Parma avesse il tempo di riorganizzare i propri pensieri, per non parlare della propria disposizione in campo.
Naturalmente, la figura centrale è stata Thuram. La sua rete al 31' ha di fatto fissato il risultato finale, una marcatura decisiva che ha cancellato ogni teorica speranza di rimonta per il Parma. Degno di nota l'assist di Mkhitaryan: l'internazionale armeno, schierato in un reparto mediano che annoverava anche Çalhanoğlu e Sučić, si è rivelato il fulcro connettivo in un'azione che ha suggellato il dominio nerazzurro, più che semplicemente ampliarlo. Il numero nove interista è stato rilevato al 61' da Lautaro Martínez, a partita ampiamente decisa.
Il Parma si presentava al Meazza reduce da una vittoria, un pareggio e una sconfitta nelle ultime tre giornate di Serie A: un equilibrio fragile, immediatamente destabilizzato dalla pressione iniziale dei nerazzurri. La formazione di Gilardino prevedeva sei uomini a centrocampo nell'undici titolare, una configurazione che in teoria avrebbe dovuto garantire compattezza, ma che in pratica ha concesso agli attaccanti dell'Inter ampio margine per attaccare lo spazio alle spalle della linea mediana. I Crociati avevano incassato sei reti nelle precedenti quattro uscite stagionali in Serie A, e il trend è proseguito ininterrotto. Al 61', Gilardino aveva già inserito David Romero, seguito un minuto più tardi da Adrián Bernabé e Simone Lontani: tre cambi in rapida successione che più che un piano tattico realistico per la rimonta, riflettevano l'entità del problema. Altre due sostituzioni sono state effettuate in seguito, con Sascha Britschgi al 78' e Matija Frigan all'84', ma il tabellino è rimasto invariato. Il Parma ha terminato il pomeriggio senza trovare la via della rete, senza rimediare un'ammonizione e senza aver mai trovato un punto d'appoggio significativo nel match.
L'Inter, dal canto suo, si presentava a questo incontro forte di quattro vittorie e un pareggio nelle ultime cinque gare di Serie A, con un bottino di 13 punti racimolati in quel periodo. Il 3-0 finale si allinea perfettamente a questa traiettoria: una squadra che aveva già realizzato 15 reti in cinque turni di campionato prima del fischio d'inizio, capitalizzando il proprio potenziale contro avversari privi sia della struttura difensiva che della forma attuale per opporre resistenza. La compagine di Chivu ha operato cinque sostituzioni, tutte dopo il 61', un dato che testimonia quanto poco il secondo tempo abbia messo a dura prova i suoi uomini.
Una squadra che realizza tre reti in diciotto minuti contro un'avversaria incapace di difendere la prima marcatura abbastanza a lungo da riorganizzarsi non è semplicemente in un buon momento di forma; bensì sta operando con una chiarezza d'intenti che il Parma, in questa fase della sua stagione, non può assolutamente replicare.