Thomas Thiesson Kristensen, difensore 24enne dell’Udinese, ha messo a segno uno dei due gol che hanno permesso ai friulani di imporsi per 2-0 sul Torino allo Stadio Bluenergy, con l’altro sigillo di Ehizibue a regalare tre punti agevoli alla formazione di Kosta Runjaić.
Oltre al mero risultato, c’è di più da sottolineare. Kristensen ha già raggiunto quota tre reti in 25 presenze in Serie A quest’anno, un contributo che lo posiziona tra i centrali più prolifici del campionato. Per un difensore che opera in una squadra all’undicesimo posto con 47 punti in 35 gare, questi interventi offensivi hanno un valore che va al di là delle semplici statistiche.
Il suo voto medio stagionale di 6,90 evidenzia una solidità costante più che lampi di genio isolati. Quelle tre marcature da posizione arretrata raccontano di un giocatore abile a leggere le situazioni per inserirsi in zone calde al momento opportuno, non di uno che si avventura in avanti alla cieca. Il bilancio dell’Udinese, con 43 gol realizzati e 46 subiti in 35 partite, dipinge il quadro di una squadra che ha lottato senza eccellere, e il peso di Kristensen in fase di spinta è stata una delle armi più affidabili per il ritorno offensivo.
La squadra di Runjaić ha blindato il successo grazie al gol del centrale nella ripresa. Per il Torino, invece, si tratta della terza battuta d’arresto consecutiva sotto Roberto D’Aversa, con le reazioni al centro sportivo Filadelfia nei giorni seguenti che hanno rivelato quanto il ko abbia lasciato il segno nello spogliatoio granata.
Ora che la stagione entra nella volata finale, il rating complessivo AI di Kristensen, fermo a 73 su 100, indica un calciatore vicino al suo picco attuale, ma per un 24enne in crescita in Serie A quel limite non è ancora scolpito nella pietra.