Armand Laurienté, l'attaccante francese di 27 anni del Sassuolo, ha fatto coppia con Domenico Berardi per abbattere il Milan domenica, permettendo alla squadra di Fabio Grosso di centrare una vittoria per 2-0 che ha compromesso le ambizioni Champions dei rossoneri e aperto scenari favorevoli ai loro rivali, Juventus in primis.

Oltre ai tre punti, questo successo ha un peso strategico per il Sassuolo. I milanisti erano arrivati allo Stadio Mapei con la qualificazione europea ancora alla portata; se ne sono andati con la rincorsa resa più ardua, lasciando spazio ai concorrenti – Juventus su tutti – per approfittarne. Per il francese, quella prestazione è stata un'ulteriore conferma in una stagione che ha costruito credibilità passo dopo passo, senza clamori.

I dati della sua annata meritano un'analisi approfondita. In 35 presenze in Serie A, Laurienté ha collezionato sei gol e nove assist – quindici interventi decisivi – in una squadra che ha totalizzato 43 reti complessive. Questo bilancio racconta di un giocatore non solo presente nella trequarti avversaria, ma capace di fare la differenza con regolarità. Il suo voto medio di 7.00 nelle partite sottolinea una solidità che va oltre le prestazioni spot, mentre il Sassuolo si assesta al decimo posto con 49 punti in 35 gare: quattordici vittorie, sette pareggi e quattordici sconfitte, una classifica conquistata sul campo e non ereditata.

Se Berardi ha raccolto i giudizi più lusinghieri dalla sfida e Kristian Thorstvedt è stato indicato come elemento cruciale, il ruolo di Laurienté nella trama che ha battuto i rossoneri ribadisce quanto emerso dai numeri stagionali: il Sassuolo di Grosso gira al meglio quando l'esterno neroverde è al centro della manovra offensiva, anziché fungere da unica scintilla creativa.

Con una giornata ancora da giocare, il consuntivo di Laurienté chiuderà una stagione che ha presentato un argomento solido e discreto per il suo posto tra gli esterni più affidabili del campionato.