Daniel Maldini, l'attaccante 25enne del Cagliari, ha portato in vantaggio la squadra di Fabio Pisacane contro la Juventus in casa, solo perché Randal Kolo Muani pareggiasse e negasse ai rossoblù la quinta vittoria in campionato della stagione. La partita è finita 1-1, un risultato che mantiene il Cagliari al quarto posto in Serie A con 13 punti in sei partite e lascia Maldini con quattro gol in sei presenze in campionato in questa stagione.
Il significato di quel bottino merita di essere considerato. Quattro gol in sei partite di Serie A, con una valutazione media di 7,14, rappresentano un livello di rendimento costante che il Cagliari non è stato in grado di dare per scontato da un attaccante da tempo. Maldini non sta semplicemente contribuendo; è la ragione più chiara per cui l'attacco di questa squadra funziona con coerenza. Una squadra che ha segnato sei gol in campionato in questa stagione ha visto i due terzi di essi provenire dallo stesso uomo.
La partita di domenica ha illustrato sia la promessa che la fragilità della posizione del Cagliari. Il gol di apertura di Maldini ha messo la squadra di Pisacane in controllo contro una delle potenze consolidate del campionato, e per un periodo il risultato sembrava la conferma che questo inizio di stagione fosse più di un'anomalia statistica. Il pareggio di Kolo Muani ha cambiato questa lettura. Un pareggio contro la Juventus non è un fallimento, ma il modo in cui è finita — sia Pisacane che l'allenatore della Juventus Luciano Spalletti sono stati espulsi nelle fasi conclusive — suggerisce che l'occasione portava con sé una tensione che il solo risultato non trasmette.
La Coppa Italia ha offerto a Maldini meno con cui lavorare. Le sue due presenze in quella competizione, giocate per un club diverso, non hanno prodotto gol e nessun assist — un promemoria che la forma che sta mostrando in Serie A con il Cagliari è specifica di questo contesto, di questo sistema e di questo momento.
Un rating complessivo AI di 72 su 100, con un potenziale di 76, inquadra Maldini come un giocatore ancora in ascesa piuttosto che uno che ha raggiunto il suo apice. A 25 anni, il divario tra questi due numeri è la cosa più interessante di lui. Se lo chiuderà dipende dal fatto che il Cagliari possa sostenere una campagna che, punti persi contro Juventus e Inter a parte, è stata costruita sulla solidità difensiva e sui suoi gol.
Il pareggio non sposta il Cagliari dal quarto posto. La prossima partita dirà di più sul fatto che questa squadra possa competere per un'intera stagione, o se il pareggio di domenica sia stato il primo segno di un limite.