Il centrocampista dell'Inter Henrikh Mkhitaryan si unirà alla rosa nerazzurra, guidata da Cristian Chivu, per un'udienza con Papa Leone XIV in Vaticano: un momento cerimoniale che chiude in bellezza una stagione di Serie A, nella quale il 37enne armeno ha timbrato il cartellino con tre reti e un passaggio decisivo in 27 apparizioni, aiutando i Nerazzurri a totalizzare 82 punti in 35 gare e a chiudere al vertice della classifica.
Questa visita papale rappresenta non solo una celebrazione, ma anche un arrivederci. L'Inter ha alzato al cielo il suo 21° Scudetto, il primo sotto la gestione di Oaktree, e ora il club guarda già all'estate, con scelte spinose all'orizzonte – a partire dai giocatori che hanno reso possibile questo trionfo. Mkhitaryan è tra loro.
I suoi numeri stagionali raccontano una storia solida. Un voto medio di 6,90 in 27 presenze in campionato dipinge il ritratto di un elemento affidabile, che ha evitato passi falsi senza mai rubare la scena, navigando con astuzia tra alti e bassi. Tre gol dal centrocampo sono un contributo notevole per un giocatore della sua età e del suo ruolo; l'unico assist sminuisce in parte il suo impatto sulla manovra interista, anche se i dati non scavano più a fondo su quel fronte. Il rating complessivo AI di 70 su 100, a fronte di un potenziale futuro stimato a 28, è l'indicatore più nitido della sua situazione: un presente di alto livello, con prospettive a lungo termine ormai ridotte. Quel gap non è una colpa, bensì l'inevitabile conto di una carriera al tramonto.
Il contesto estivo rende la questione più pressante. L'Inter ha a disposizione tra 40 e 50 milioni di euro per il mercato, e la squadra di Chivu è già accostata a rinforzi in mediana. L'interesse per profili che, come riportato da fonti di mercato, sappiano coprire ogni zona del centrocampo ricorda esattamente il ruolo che Mkhitaryan ha ricoperto per tre stagioni a Milano. Se il club opterà per continuità o per un ricambio in quel ruolo sarà la chiave del suo destino immediato.
Quello che Mkhitaryan porta nello spogliatoio – un vincitore di Scudetto, un veterano dei palcoscenici europei, una presenza abituata a contesti da vertice – è un valore intangibile, assente dai bilanci di mercato. Il confronto tra il suo ingaggio e quanto offrirebbe un'alternativa più giovane è il calcolo che la dirigenza nerazzurra dovrà fare nelle prossime settimane.
L'udienza in Vaticano è una nota di chiusura elegante su una campagna vincente. Le discussioni decisive, però, si terranno altrove: negli uffici, non nelle cappelle, e il posto di Mkhitaryan nei piani per il 2025-26 si deciderà lì.