Napoli 3-0 Frosinone allo Stadio Diego Armando Maradona. La partita è stata stravolta in quattro minuti del primo tempo che la formazione di Massimiliano Alvini non dimenticherà facilmente: un check VAR, un calcio di rigore e un raddoppio prima dello scoccare della mezz'ora hanno costretto il Frosinone a rincorrere una gara che pure era arrivato a Napoli ben attrezzato per giocarsi.

La sequenza che ha deciso tutto si è innescata al 28', quando un controllo VAR che ha visto protagonista l'attaccante del Napoli Rasmus Højlund ha sancito un calcio di rigore. Kevin De Bruyne, il centrocampista belga del Napoli, si è incaricato della battuta e ha trasformato dal dischetto al 29' per sbloccare il risultato. Tre minuti più tardi, Noa Lang ha raddoppiato le marcature, e la striscia di imbattibilità in Serie A degli ospiti — forte di tre vittorie e un pareggio nelle precedenti quattro gare di campionato — era di fatto terminata prima dell'intervallo. Il Frosinone aveva incassato solo tre reti in quelle quattro partite; qui ne ha subite due nell'arco di tre minuti del primo tempo.

De Bruyne è stato il perno naturale di questa prestazione. Due gol del belga — il rigore al 29' e un secondo, assistito dal subentrato Giovane, in pieno recupero al 90' — lo hanno reso l'artefice del divario. Il primo è giunto quando il Napoli doveva concretizzare la pressione in vantaggio; il secondo, in pieno recupero, ha sigillato un risultato che era stato deciso ben prima. Le doppiette in Serie A sono abbastanza comuni; realizzarne una da centrocampista, con la seconda rete che arriva dopo che la tensione agonistica della gara si era già dissolta, è la cifra di un calciatore che non molla mai.

La serata del Frosinone è stata condizionata da quanto accaduto prima del 32' piuttosto che da qualsiasi errore commesso in seguito. La formazione di Alvini era quella più in salute al fischio d'inizio — tre vittorie, un pareggio, nessuna sconfitta nelle ultime quattro gare di Serie A — e il suo ruolino difensivo lasciava presagire una squadra in grado di mettere in difficoltà il Maradona. L'intervento del VAR e il rapido raddoppio hanno vanificato la possibilità che quella versione del Frosinone potesse esprimersi. La sostituzione all'intervallo, Aleksa Terzić per Patrizio Masini al 45', ha segnalato un tentativo di rimescolare le carte, e altri quattro cambi sono seguiti tra il 63' e l'83', ma il danno strutturale era ormai fatto. Una squadra che aveva incassato tre reti in quattro gare di campionato ne ha subite tre in una sola serata, e nessuna di esse è arrivata in una situazione di equilibrio agonistico.

La traiettoria di forma del Napoli rende questo risultato più significativo di una routinaria vittoria casalinga. La squadra di Allegri aveva raccolto quattro punti dalle precedenti tre gare — una vittoria, un pareggio, una sconfitta — e le due sconfitte nelle ultime cinque avevano introdotto una nota di incostanza in quella che avrebbe dovuto essere una stagione più stabile. Questa prestazione cambia tale immagine: nelle ultime tre uscite, il Napoli ha ora raccolto sette punti con due vittorie e un pareggio, incassando un solo gol. La porta inviolata conta tanto quanto le reti segnate; una squadra che aveva subito sei gol in cinque partite prima di stasera ha tenuto il Frosinone completamente a secco.

Il Frosinone, nel frattempo, passa dall'imbattibilità delle ultime quattro gare di Serie A a un bilancio di una vittoria, un pareggio e una sconfitta nelle ultime tre. La serie doveva pur finire da qualche parte; che sia terminata in maniera così netta, e così precocemente nella serata, è il dettaglio che Alvini dovrà affrontare prima della prossima partita.

Una doppietta di un centrocampista belga, un calcio di rigore assegnato dal VAR che ha sbloccato la gara al 29', e una porta inviolata: il Napoli ha ritrovato quella versione di sé che era stata intermittente in questa stagione, e l'inizio promettente del Frosinone ha subito il suo primo serio stop.