Tijjani Noslin, il 26enne attaccante olandese della Lazio, ha messo a segno il gol decisivo nei minuti di recupero, consentendo ai biancocelesti di ribaltare il risultato e imporsi per 2-1 sul Cremonese allo Stadio Zini. Un successo che ha spinto la Lazio a quota 51 punti in 35 giornate di Serie A, rafforzando la loro posizione salda all’ottavo posto.
Quel gol è l’ultimo lampo in una stagione più utile che esplosiva per Noslin. Con appena tre reti in 25 apparizioni, il suo contributo appare contenuto per un bomber inserito nel gioco di Maurizio Sarri, e i dati lo ritraggono come un elemento affidabile ma non sempre determinante. Un voto medio di 6,70 e un rating AI complessivo di 68 su un massimo di 75 indicano un giocatore con un potenziale ben superiore al rendimento attuale: quel gap è ciò che rende Noslin più intrigante in questo momento.
Quel divario è cruciale non solo per Noslin, ma anche per la Lazio. La squadra di Sarri ha timbrato appena 39 gol in 35 partite, un ritmo che la colloca tra le formazioni d’attacco più caute nella zona alta della classifica. Con già 12 pareggi all’attivo, le vittorie decise da un singolo acuto tardivo – proprio come quello firmato dall’olandese a Cremona – acquistano un peso enorme. Un attaccante capace di brillare in quei frangenti, anche sporadicamente, non è un optional.
Il quadro più ampio aggiunge incertezza. Sarri ha espresso dubbi pubblici sul suo futuro in biancoceleste, e quell’incertezza inevitabilmente coinvolge ogni calciatore legato al suo schema tattico. Noslin, a 26 anni con un potenziale stimato a 75, si trova in un’età in cui la stabilità di guida e sistema è decisiva.
La prossima sfida è di un altro livello: arriva l’Inter, galvanizzata dal 21esimo scudetto, con ritmo e ambizioni da campione. Come si comporterà l’olandese in quel contesto dirà molto di più sulla sua crescita rispetto a un semplice acuto a Cremona.