Il futuro dell'attaccante della Juventus Edon Zhegrova si presenta incerto in questa fase cruciale del mercato estivo, con la sua posizione in rosa tutt'altro che definita. La Juventus di Luciano Spalletti, nel frattempo, sta pianificando manovre significative che interessano ogni reparto, ad eccezione proprio di quello che, sulla carta, dovrebbe essere il suo.
I numeri del ventisettenne, relativi alla scorsa stagione, parlano chiaro e non necessitano di particolari interpretazioni. Diciotto presenze in Serie A, zero reti, zero assist, con una media voto di 6.70. Un punteggio AI complessivo di 55 su un massimo di 100, con un potenziale massimo stimato a 62. Questi dati non ritraggono un giocatore su cui il tecnico intende costruire. Sono piuttosto i numeri di un elemento il cui futuro in bianconero è tutto da scrivere.
A rendere la posizione di Zhegrova ancora più precaria è la direzione intrapresa dall'attuale campagna acquisti della Juventus. Spalletti ha confermato che Douglas Luiz, dopo aver impressionato nel precampionato, probabilmente rimarrà. Jonathan David è stato inserito nella programmazione pre-campionato. Arkadiusz Milik ha segnato in un'amichevole mentre David è rimasto in panchina per tutti i novanta minuti — un indizio tattico che Spalletti sembra voler inviare deliberatamente riguardo alle sue gerarchie offensive. Le trattative per un portiere, un difensore centrale come Jhon Lucumí e un potenziale innesto a centrocampo tramite Davide Frattesi sono tutte ben avviate. La società sta dunque destinando energie e capitali su ruoli che non sono quelli del giocatore kosovaro.
Il profilo di Zhegrova — un attaccante esterno il cui potenziale massimo è stimato modestamente al di sopra del suo rendimento attuale — non rientra in quello di un calciatore che la Juventus si batterebbe per trattenere in una sessione di mercato dove le risorse sono convogliate altrove. Stando alle informazioni disponibili, il club non ha intenzione di cederlo, ma è altrettanto evidente che la squadra non è costruita attorno a lui. Questa ambiguità, di fatto, equivale a una sentenza.
La Juventus di Spalletti ha concluso la scorsa Serie A al sesto posto con 68 punti in 37 partite, totalizzando 19 vittorie, 11 pareggi e 7 sconfitte. Il gap tra questa posizione e un piazzamento in Champions League fotografa la criticità principale che il tecnico sta cercando di risolvere quest'estate. Gli innesti perseguiti — un portiere, un difensore centrale imponente, un centrocampista dinamico — suggeriscono che Spalletti abbia identificato carenze strutturali, piuttosto che la sola qualità offensiva individuale, come vincolo principale. Questa lettura lascia Zhegrova in uno scomodo limbo: né il problema, né tantomeno la soluzione.
L'internazionale kosovaro entra nella nuova stagione chiamato a produrre numeri che possano ribaltare completamente il suo status. Zero bonus in diciotto presenze rappresenta una base di partenza non più sostenibile.